ARINI: "ABBIAMO IN TESTA UN SOLO OBIETTIVO: VINCERE E SALVARCI"
16 Aprile 2024
Mariano Arini, classe
’87. Una lunga e prestigiosa carriera alle spalle ma con ancora tanta voglia di
dimostrare la sua voglia di vincere. Una mentalità acquisita in tante battaglie,
su tutti i campi d’Italia, dal nord al sud, tra serie B e serie C. Un grande
professionista da prendere come esempio per come cura la sua forma fisica, e lo dimostra
partita dopo partita, in ogni ruolo in cui viene impiegato.
Mariano, torniamo un attimo alla partita vittoriosa di
sabato a Verona. Una gara iniziata con molta pressione per i risultati del
pomeriggio delle squadre avversarie. Però la squadra ha dimostrato in campo, secondo
me, una grande maturità.
“Sì, sapevamo già tutti i risultati quindi eravamo consapevoli
di avere un solo risultato a disposizione per rimanere in corsa per la salvezza
diretta. Ci poteva essere un po di pressione, è chiaro, però l’abbiamo gestita
molto bene, siamo partiti subito forte, siamo andati in vantaggio e abbiamo continuato a spingere. E’ stata una
vittoria meritata, soprattutto importante.”
Lambrughi al centro della difesa, tu play a metà campo,
avete amministrato e diretto la squadra dall'alto della vostra esperienza.
“E’ chiaro che essendo più esperti, in questi momenti dobbiamo cercare di trascinare i più giovani e mettere al servizio della squadra la nostra esperienza per raggiungere l’obiettivo: mancano due gare, sappiamo che è il momento decisivo della stagione.”
“Nella tua carriera hai sempre ricoperto un ruolo in mezzo
al campo, nelle ultime due stagioni sei stato impiegato come centrale
difensivo. Sei ritornato ultimamente a ricoprire il ruolo a centrocampo. È
stato un ritorno alle tue vecchie abitudini.
“Quello è sempre stato il mio ruolo. Poi due anni fa, mister Mussa in un momento di difficoltà, mi ha chiesto la disponibilità di giocare dietro per necessità, poi il finale di stagione è andato bene e poi ho continuato a giocare dietro. Però è chiaro che il mio ruolo è sempre stato a centrocampo.”
In sala stampa, al termine della partita, sia allenatore
della Virtus Verona che l'autore del gol dei veronesi Danti, hanno rimarcato il
loro stupore nel vedere una squadra come la Pergolettese, in questa posizione
di classifica: c’è del rammarico per come si è sviluppata la stagione?
“Sì, un pochino di rammarico c'è, ma è stata una stagione particolare, Penso che sia prima con mister Abate che adesso non abbiamo mai avuto tutti gli effettivi a disposizione, c'è sempre stato qualche infortunio, poi le squalifiche: ancora oggi abbiamo dei ragazzi infortunati.
Poi, sicuramente, ci abbiamo messo anche del nostro,
perché non siamo mai riusciti a trovare quella continuità che serviva. Abbiamo
perso, sia nell'ultimo periodo che prima, tante partite più per demeriti nostri,
per errori nostri, che per merito degli avversari. Poi alla fine ti ritrovi in
questa situazione di classifica dove diventa più difficile affrontare certe
partite. Magari arrivarci con 4 o 5 punti in più le affronti in maniera diversa,
con un altro atteggiamento. Il rammarico è anche dovuto dal fatto che, a parte
il Mantova, non c’è mai stata una squadra che ci è stata nettamente superiore. Ma
quello è passato: adesso dobbiamo solo raggiungere l’obiettivo della salvezza.”
Adesso mancano due partite. Sabato arriva a Crema
l'Albinoleffe: è il momento di completare il cerchio con una vittoria e la
salvezza diventerebbe quasi certa con dei risultati a favore.
“Sarà una partita che potrebbe essere decisiva. Ma dobbiamo guardare solo a noi stessi, non guardare gli altri, perché abbiamo in mano il nostro destino. Sappiamo che vincendo potremmo raggiungere già l'obiettivo. Sarà una partita complicata, perché l'Albinoleffe è una squadra difficile, che subisce poco e fa tanti pareggi. Ma è l'ultima partita in casa e noi vogliamo veramente spingere e regalarci un'altra vittoria davanti ai nostri tifosi.”
Mariano Arini, tu sai che sei un esempio per tutti i giovani
che ti ammirano per la tua professionalità, per la tua carica agonistica che
ancora hai, nonostante gli anni di carriera.
“Questo mi fa piacere. Io cerco sempre di trainare un
pochino i più giovani, con l'atteggiamento giusto, con quello che sono poi le
mie caratteristiche. Mi fa molto piacere se vengo insomma riconosciuto come
esempio. Ma, come dicevo prima, siamo noi più esperti che dobbiamo dare l'esempio
ai più giovani che hanno cominciato da poco e che sperano di continuare per
tanti anni in questo mondo.”
Siamo a fine quasi a fine campionato, Marianna Aini sarà
ancora sui campi di calcio anche per il futuro?
“Se me lo permettono sì, sicuramente. Mi sento ancora bene. Poi è chiaro che non dipende solo da me, io sto bene, mi diverto ancora, quindi l'intenzione è quella di continuare, poi vedremo.”
