MISTER GIOVANNI MUSSA:"LE MOTIVAZIONI POTRANNO FARE LA DIFFERENZA."
27 Marzo 2024
Impegno tra i più difficili in questo momento per la Pergolettese, che giovedì sera in notturna (ore 20:45) dovrà affrontare all’ Euganeo il Padova degli ex Luca Villa e Kevin Varas. Reduce dalla sconfitta di Vercelli i patavini, dopo un lungo ma infruttuoso inseguimento alla capolista Mantova distante ormai 12 punti, e con otto di vantaggio sul Vicenza terzo, hanno nell’immediato futuro due obiettivi, la finale di ritorno di Coppa Italia a Catania (martedì 02 aprile a porte chiuse) e poi la preparazione per i playoff. Di questo momento ne può approfittarne i gialloblù che affrontano queto match con l’obiettivo di portare a casa qualche punto per muovere una classifica sempre più infuocata nelle parti basse.
Le dichiarazioni di mister Giovanni Mussa in vista di questo impegno.
Mister, dopo la partita di domenica col Novara, hai dichiarato di essere soddisfatto del punto conquistato. Con la vittoria della Arzignano, che ha di fatto aumentato il divario dalla zona salvezza, sei sempre dello stesso parere?
“E’ chiaro che la soddisfazione massima si ha solo quando
si vince, però ci siamo detti che quando non si vince è giusto portare a casa
il punto e non rischiare di rimanere a mani vuote come ci è capitato. Questo
punto ci consente di rimanere fuori dalle sabbie mobili prima di affrontare le
ultime partite. Quando una formazione ti affronta ed è dietro in classifica, e
tu non riesci a vincere, con il pareggio la tieni dietro di te. Poi è chiaro che noi abbiamo una partita
complicata giovedì, ma nel finale di stagione non esistono partite semplici.”
Mancano cinque partite al termine, sai 40 fino ai 35 punti sono tutte coinvolte
nella lotta per e vitare i playout. Una bagarre continua in ogni turno di
campionato dove le posizioni possono cambiare di continuo.
“La serenità farà la differenza, la verità è questa. Bisogna sapere e essere consapevoli che fino all'ultima giornata non ci sarà niente di deciso. Sarà impossibile perché nell'arco di pochissimi punti, fino ai 40, ci sono otto nove squadre coinvolte. Per assurdo a 42 fai i playoff, quindi, ha poco senso parlare in questo momento di graduatoria. Bisogna fare il maggior numero di punti possibili in tutte le partite che mancano, rispetto all'avversario, alla condizione, alle situazioni che capitano. L’importante è rimanere tranquilli e sereni e avere ben chiaro quello che c'è da fare.
Non deve mai mancare l'atteggiamento, non deve mai
mancare il nostro coraggio, la battaglia. E poi alla fine tireremo una riga e
vedremo se saremo stati sufficientemente bravi a essere salvi subito o se
invece si dovrà giocarsi la permanenza in serie C nei playout.”
Giovedì si gioca in anticipo rispetto altre squadre e si va ad affrontare il Padova, che è la seconda forza del campionato. Reduce da una sconfitta a Vercelli e a pochi giorni dalla finale di ritorno di Coppa Italia a Catania. Che Padova ti aspetti?
“Quando una squadra perde, mediamente qualche problema ce
l'ha: è inutile pensare che sia in un altro modo. Così come abbiamo affrontato
l’Atalanta U23, reduce da una sconfitta, e dove tutti pensavano che saremmo
stati la vittima di turno, così andremo a Padova con lo stesso spirito. Io mi
aspetto che qualche problemino lo possano anche avere. Magari che abbiano un pò
la testa già rivolta alla finale di ritorno di Coppa. Noi cercheremo di essere
competitivi, di fare una partita nella quale strappare dei punti da portare a
casa, per noi fondamentali. Sappiamo benissimo che con un punto o con tre la
nostra classifica cambia in modo importante. Andremo ad affrontare una squadra
che sicuramente è più forte di noi, perché ha quasi il doppio dei nostri punti,
è seconda in classifica, ma sul campo si parte dallo 0 a 0: noi ce la metteremo
tutta.”
Si gioca in notturna all'Euganeo, uno stadio che ha visto calcio ad alti livelli, davanti a una bella cornice di pubblico. basta solo quello per stimolare al massimo chi scenderà in campo.
“Non deve essere lo stadio a darci le motivazioni giuste,
ma deve essere la nostra condizione di classifica. Ne abbiamo appena parlato
poco fa coi ragazzi, ci siamo detti che in questo momento sul lato delle
motivazioni tra noi e loro non deve esserci paragone. Loro sono secondi con
otto punti di vantaggio sulla terza, noi abbiamo il fiato sul collo di quelle
dietro, figurarsi chi deve provare a vincere la partita. Ma dobbiamo provare a
farlo con la testa, con l'atteggiamento giusto: le nostre motivazioni devono
sbranare le loro.”
Se è vero che con due punti di media si raggiunge la promozione, se il Padova è secondo con 66 punti in 33 gare, vuol dire che il Mantova che sta facendo qualcosa di straordinario?
“Il Mantova si è rivelato fuori categoria. Si era visto abbastanza presto che sarebbe andata così. E’ per quello che dobbiamo valutare bene con chi abbiamo a che fare. Il Padova è una grandissima squadra, 66 punti in 33 partite sono un'enormità, però la affrontiamo in un momento nel quale, arrivano da una sconfitta e hanno la Coppa subito dopo. Noi nelle ultime due partite abbiamo fatto quattro punti. Tutto sommato diciamo che qualche valore si può livellare e ripeto, le motivazioni devono darci quella forza in più per poter andare a fare i punti.”
Recuperi Piccinini, dopo le quattro giornate di squalifica, avrai a disposizione, oltre a Felicioli, anche De Luca a tempo pieno. Pensi di cambiare lo schieramento della squadra, visto che in queste ultime partite ha dato i suoi risultati, con il rientro di questi giocatori?
“Qualcosina muoveremo perché abbiamo giocato quattro giorni fa, ma non più di tanto. Chiaramente Felicioli non può avere tantissimo tempo a disposizione nelle gambe, così come De Luca. Aucelli ha fatto qualcosina in più e qualche minuto in più lo può avere. Tutto questo ci deve dare la possibilità di poter variare nella mezz'ora, nei 40 minuti finale, che è mediamente dove si decidono le partite, e avere qualche alternativa in più. Ma io non lascio niente al caso. Studio quello che c'è da fare, studio la soluzione migliore per il Pergo e cerco di fare punti in tutti i modi possibili. I ragazzi sono estremamente applicati, si danno da fare e sanno benissimo che tutte le scelte che facciamo le condividiamo con loro stessi, e sono in virtù del fare il bene del Pergo.”
